45.4 C

Cadente. Attributo di freccia, altre armi ed oggetti con la punta in giù. Detti anche rovesciati.

Calza (in). Vedi inquartato, interzato in...

Calzato. Partizione formata da due linee che dagli angoli del capo vanno a riunirsi nella punta; se curve dicesi ritondato. [Picture]

Campagna. Pezza formata da una linea orizzontale a meno di un terzo dell’altezza dello scudo (2 moduli = 2/7 dello scudo) verso la punta; se diminuita della metà dicesi piano. Campagna e piano, se chiusi da una linea irregolare con sinuosità ed ombreggiature, si dicono terreno o terrazzo e riviera (di verde) se rappresentano le asperità della terra o riviera (d’azzurro) se ricordano l’acqua mossa di un fiume o del mare. [Picture]

Campana. Se ha il batacchio di smalto diverso, si dice battagliata; indica anche la parte del corno da caccia opposta al boccaglio.

Campo. L’area dello scudo. Le figure dello stesso smalto dello scudo si dicono del campo.

Campo in cielo. Dipinto al naturale come il cielo in un paesaggio. Specialità italiana.

Cancellato. Scudo o pezza caricata di tre o più cotisse in banda intrecciate con altrettante in sbarra. Se più si dice inferriato.

Cane. Di razza: bracco (orecchie cascanti), levriere o veltro (orecchie tese, corpo slanciato e collarinato), mastino (orecchie e coda mozze); può essere passante, corrente, sedente, fermo, rampante, saliente, coricato, affrontato, collarinato e affibbiato, bailonato, abbaiante, accoppiato, guinzagliato, addossato, rivolto, nascente, uscente...

Cannellato. Linea di contorno fatta a semicerchi toccantisi e convessi. Anche controscanalato.

Cantante. Del gallo col becco aperto.

Cantone. Pezza quadrangolare che occupa uno degli angoli dello scudo; spazio di campo lasciato dai bracci della croce latina o decussata. Cfr. accantonato.

Canton franco. Pezza quadrangolare poco maggiore del cantone ordinario e più grande del quarto franco, posta nel capo a destra.

Capelluto. Chioma di smalto diverso dal volto.

Capo. Pezza chiusa da una linea orizzontale a due moduli (2/7) dalla testata dello scudo; può essere abbassato (sotto un altro capo), appuntato (formato da un triangolo che scende col vertice sul terzo dello scudo), centrato (convesso), cuneato (innestato con lunghi denti aguzzi), sostenuto (sopra una divisa o riga di smalto diverso), contramerlato (merlato inferiormente), dentato (innestato con denti), capo-palo (formato dalle due pezze congiunte al centro), ritondato (contrario di convesso, cioè col centro della curva verso il basso). In inglese il capo è detto chief, e in francese chef. Solo il bordo inferiore viene a volte modificato dalle linee di contorno, mentre il capo non viene mai scorciato. Il motivo è che nella maggioranza (se non nella totalità) dei casi, si tratta di una concessione, ovvero di una pezza ricevuta o donata da un principe, un re, un imperatore come segno di gratitudine o di apprezzamento per dei servigi resi (cfr. aumentazioni d’onore, 2.7). Avremo pertanto il capo dell’Impero, il capo di Malta, il capo di Francia...Di tutti questi parleremo appena oltre. Vista la particolare natura di questa pezza, è logico che nessun’altra figura (o pezza) possa sormontare il capo, in segno di rispetto verso il sovrano concedente, né il capo può attraversare un’altra figura: se così fosse, la figura andrebbe abbassata, per garantire visibilità all’intero scudo e, contemporaneamente, comunicare che la concessione è un “extra”, un “di più”. Qualora fosse presente una bordura, un orlo o una cinta, queste girerebbero sotto il bordo inferiore del capo, senza contornarlo. Se poi -- come a volte accade -- su uno stesso scudo sono presenti due capi2 , questi vengono disposti uno sotto l’altro, ovvero uno viene abbassato. Altre particolarità del capo sono che va blasonato per ultimo e non ha diminutivi. Quest’ultima affermazione è stata oggetto di diverse discussioni fra gli araldisti. Qualche inglese sostiene che un diminutivo esista e sia il fillet, mentre i francesi usano questo termine come diminutivo della cotissa, preferendo piuttosto come diminutivo di capo il capo ritirato. La discussione in merito a parer mio è del tutto sterile e ha un gusto accademico: se uno scudo ha un capo, ebbene questo deve essere ben visibile: non avrebbe senso, altrimenti, non permettere ad alcuna figura di sormontarlo o attraversarlo. L’unico caso in cui potrebbe essere necessario diminuire il capo è quello, già accennato, in cui ve ne sia più di uno: si dovrà fare in modo che il capo che verrà abbassato abbia un’altezza minore, altrimenti 2/3 dello scudo sarebbero occupati e le altre pezze e figure dello stesso dovrebbero affastellarsi e raggrupparsi in uno spazio, pari a 1/3 dello scudo, davvero minuto. Al limite basterebbe ridurre ambedue i capi, ma sono questioni puramente estetiche ed artistiche.

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Figura 45.6: capo

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Figura 45.7: capo ondoso

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Figura 45.8: capo caricato

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Figura 45.9: capo in presenza di una bordura

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Figura 45.10: capo appuntato

Riportiamo qui alcuni capi di concessione, indicando di essi la relativa blasonatura.

Capo-banda; Capo-fascia; Capo-palo; Capo-sbarra; Capo-scaglione.
Pezze composte dalle due pezze, senza linea di divisione.

Cappato. Scudo diviso in tre parti da due linee curve che, partendo dal centro del lato superiore raggiungono la metà dei fianchi. Vedi anche incappato e mantellato.

Cappato abbassato. Così è uno scudo cappato se le linee toccano i fianchi dello scudo tra la metà e gli angoli della punta.

Cappato alzato. Se le linee di uno scudo cappato toccano i fianchi dello scudo fra gli angoli del capo e la metà.

Cappello. Ha la coppa semisferica e le falde rigonfiate in giù. È cordonato nella coppa e coi lacci.

Capra. Si rappresenta barbata, brucante, cornata, passante, saliente, unghiata...

Capriolo. Animale ungulato munito di piccole corna, raro. Veniva così denominato anche lo scaglione, ma questo uso deve essere evitato, anche perché deriva dalla falsa traduzione del francese chevron (elemento di capriata).

Capro. Vedi capra.

Cardo. Pianta gambuta, fogliata-spinosa, fiorita.

Caricato. Figura su cui sono poste altre figure.

Carnagione. Colore del corpo umano, nudo, o sue parti.

Carro. Rappresentato in pianta, senza pianale e con telaio formato da stanga, due assali con ruote e due travi collegate in triangolo.

Castello. Edificio fortificato di forma quadra, solitamente con due torri, oppure torricellato di ...pezzi, finestrato, aperto, chiuso, banderuolato, merlato (di solito di 3 pezzi, altrimenti va blasonato) alla guelfa o alla ghibellina, murato ecc...[Picture]

Catena. Posta in banda, in fascia...Vari stemmi presentano quattro catene moventi dagli angoli e unite al centro da un anello.

Caudato. Di animale o cometa con la coda di altro smalto.

Cavaliere. Di guerriero armato sopra un cavallo.

Cavalletto. Forma antiquata da non usarsi per scaglione.

Cavallo (a). Di uomo (o più raramente di animale) che inforca un cavallo.

Cavallo. Può essere affrontato, animato (con gli occhi di smalto diverso o col piede anteriore sinistro sollevato), allegro, assiso, bardato, gualdrappato, cinghiato, imbrigliato, inalberato (in posizione rampante), pascente, passante (se così, non si blasona), rivoltato, spaventato (in atto di inalberarsi), sfrenato (rivolto e inalberato). Cfr. marino / marinato.

Centauro. Figura chimerica metà uomo e metà cavallo che si pone corrente, col capo e il dorso rivoltato e saettante.

Centrato. Attributo di una pezza arcuata a guisa di centina (fascia, banda, sbarra). [Picture] Centro. Punto di mezzo dello scudo. Vedi cuore.

Cerchiato. Di figure (es. botte) circondate o bordate (es. specchio) da cerchi di smalto diverso. Detto anche dell’aquila diademata.

Cercine. Strisce di stoffa, con gli smalti dell’arma, attorcigliate, ripiegate a ciambella sull’elmo per trattenervi gli svolazzi.

Cerva o Cervia. Femmina del cervo, sempre priva di corna.

Cervo. Può essere passante (e non si blasona), nascente, ferito, gualdrappato, saliente, unghiato, coricato o in riposo, ramoso o ramifero se le corna sono di smalto diverso, slanciato, natante, corrente, collarinato...La sola testa in prospetto si dice rincontro, se teschio (scarnata) è detta massacro. Se di rosso è al naturale e non si blasona. Fu utilizzato soprattutto dagli appassionati cacciatori per i loro stemmi, ma anche dagli ecclesiastici a causa del suo simbolismo cristologico.

Cherubino. Faccia di puttino in maesta, con due ali.

Chiave. Normalmente in palo con l’ingegno rivolto a destra. Se due, affrontate o addossate secondo che gli ingegni siano all’interno o all’esterno; decussate o passate in Croce di S. Andrea con gli ingegni all’esterno. Cfr. anche Parte 4.

Chimera. Figura mostruosa con corpo di capra e testa di leone vomitante fiamme. Dal nome di questa bestia vengono definite chimeriche le figure rappresentanti mostri fantastici.

Chiodo di passione. Con la capocchia aguzza, a piramide.

Chiuso. Delle ali di ucelli posati; delle mani strette a pugno; degli edifici con porta e finestre di smalto diverso dal fabbricato o dal campo.

Ciclamoro. Grande cerchio o anello isolato nel centro dello scudo. [Picture]

Cielo, di. Del campo dello scudo d’azzurro pallido, nuvoloso d’argento. Detto campo in cielo.

Cigno. Può essere fermo (non si blasona), sorante, collarinato, natante, golato, imbeccato, membrato, accollato, col collo intrecciato...

Cimato. Di figure che ne sostengono altre sulla cima.

Cimiero. Figura ornamentale che cima l’elmo. Cfr. parte 3.

Cinghiale. Di solito passante, ma anche rampante, cinghiato. Si dice difeso se ha zanne di smalto diverso.

Cinghiato. Di animali con una fascia di smalto diverso intorno al corpo.

Cinquefoglie. Fiore di cinque petali, forato al centro.
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Cinta. Bordura diminuita della metà, ossia avente 1/12 della larghezza dello scudo, discosta dal bordo dello stesso di uno spazio eguale alla sua larghezza. È considerata pezza onorevole di seconda classe.

Cinta (in). Di figure poste in giro nello scudo, a eguale distanza dal bordo, nel senso della cinta.

Clava. In palo, in banda, in decusse, appuntata...

Coda. Si blasona quando è di smalto diverso dal corpo, oppure se biforcata, tenuta in bocca, annodata, in decusse, accerchiellata, passata tra le cosce.

Codardo. Del leone con la coda pendente tra le gambe. Forse era un segno di infamia: cfr. armi diffamate, 2.8.

Codato. Vedi caudato.

Collarinato. Di animale che porta il collare. Vedi accollato.

Colle. Monte ristretto, oppure una delle cime del monte all’italiana.

Colmo. Il capo ridotto a un terzo dell’altezza. Non tutti sono concordi nel considerarlo una diminuzione del capo.

Colomba. Di solito posata, di profilo e con un ramoscello d’olivo in bocca; anche volante, sorante...

Colonna. Se col capitello e la base di altro smalto va blasonato; può essere spezzata.

Cometa. Stella usualmente di cinque raggi più la coda. A seconda della posizione della coda, può essere in palo (non si blasona), in fascia, in banda, in sbarra.

Composte (armi). Armi formate da più armi o lo scudo diviso in vari campi: troncato, inquartato...

Composto. Pezza divisa con quadretti di smalto alternato. È opportuno indicare il numero di questi scacchi.

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Banda composta di nero e d’armellino di 6 pezzi. Rastrello araldico composto d’argento e d’azzurro.

Concavo. Di pezza o figura piegata in arco col centro verso il basso.

Conchiglia o Nicchio. Viene rappresentata orecchiuta e convessa.

Contra o Contro. Prefisso relativo a pezze o partizioni con linee di contorno a elementi contrapposti alternativamente.

Contrafiletto. Filetto in sbarra.

Contramerlato. Merlato nella parte inferiore. Per altri araldisti: merlato dalle due parti alternativamente.

Contrappassanti. Di animali uno sull’altro e, alternativamente, rivoltati.

Contra o Controrampanti. Di animali affrontati ritti sulle gambe posteriori e appoggiati ad una figura, senza necessariamente sostenerla. Cfr. affrontati.

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Convesso. Pezza o figura ad arco con il centro verso il capo. Vedi centrato.

Coperto. Delle torri con tetto, edifici con tetto di altro smalto, coppe e vasi chiusi da coperchio.

Cordato. Di corda; anche di arco o strumenti musicali con corde di smalto diverso.

Cordelliera. Cordoni intrecciati che ornano esternamente le armi delle nubili e delle vedove ed anche annodati per le maritate. Le nobili le portano d’argento, le principesse reali composte d’oro e di azzurro.

Coricato. Di animali giacenti con la testa alta, di alberi e altre figure poste in fascia contro la loro natura, dello scaglione con la punta verso un lato, del plinto più largo che lungo. [Picture]

Corna. Di animali cornuti, toro, bove, cervo, liocorno...

Cornato. Di animale con le corna di smalto diverso.

Cornetta. Piccola tromba solitamente munita di trappello.

Corno di caccia. Si presenta di solito in fascia con l’imboccatura a sinistra e la campana a destra. Può essere imboccato, guernito, legato, ecc. se di smalto diverso.

Corona. Nello scudo è di solito radiata o all’antica (rappresentata in figura), o imperiale. Per molto di più cfr. la sezione ad esse dedicata nella parte riferentesi alle timbrature (v.3.5). [Picture]

Coronato. Di figure sormontate da corona.
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Corrente. Attributo di animali in atto di correre.

Corvo. Di solito fermo e di colore nero.

Cotissa. Banda diminuita in larghezza. Anche banda in divisa.

Cotissato. Scudo coperto di 10 o più bande a smalti alternati.

Cozzante. Di due montoni affrontati che si spingono vicendevolmente con le corna, ed anche di un animale cornuto che infuria contro qualche oggetto.

Crancelino. In francese crancelin, tedesco Kränzlein. Mezzo arco o due tralci intrecciati posti in banda centrata e ornati con foglie di ruta.

Crescente. In francese croissant. Termine usato prevalentemente per indicare la falce di luna corrispondente alla fase mediana tra la luna nuova e il 1 quarto, e non si dovrebbe blasonare. Alcuni araldisti usano il termine Luna o Mezzaluna. Le fasi sono: vòlto se con le punte volte a destra; montante se ha le punte volte in alto; rivolto se con le punte volte a sinistra; rovesciato se con le punte volte in basso. Alcuni non blasonano la posizione se con le punte volte a destra. Poiché, però, secondo altri la posizione normale è con le punte in alto, conviene blasonarla sempre. Può essere volto in banda o in sbarra a secondo che le punte siano in direzione dell’angolo destro del capo o dell’angolo sinistro. Due crescenti possono essere affrontati o addossati secondo che si mostrino le corna o il dorso. Tre crescenti possono essere male ordinati (1.2). Si dice figurato se rappresentato con tratti di volto umano.

Crestato. Il gallo se ha la cresta di smalto diverso.

Crinito. Capo con capelli di smalto diverso. Cfr. chiomato.

Crivello. Vaglio o staccio, tondo o quadro e bucherellato.

Croce. Pezza onorevole di prima classe formata dall’unione di un palo e fascia o di una banda e una sbarra (croce di S. Andrea o decusse, vedi decusse). Vista l’origine cristiana dell’araldica, è da presumere che sia stata utilizzata molto presto, come rinforzo prima e come segno di riconoscimento e ornamento poi dello scudo, soprattutto durante le Crociate quando (l’abbiamo visto quando abbiamo discusso dell’origine dell’araldica) gli eserciti cristiani venivano distinti da croci di colore diverso. Esistono di questa pezza moltissime variazioni e varianti: oltre 400 secondo molti araldisti. La maggior parte di questi tipi sono solo creazioni teoriche dovute agli autori del XVII-XIX secolo. Noi cercheremo comunque di illustrare quelle forme che sono indubbiamente le più importanti e dalle quali è possibile derivare gran parte delle altre. Per ora soffermiamoci sulla pezza araldica, semplice, assai nota (in Italia) per essere stata prima una parte dello stemma di casa Savoia, quindi lo stemma stesso dei Regnanti italiani, apposto anche -- come scudetto -- al Tricolore durante la Monarchia. In inglese è detta cross, in francese è croix; derivante da crois, croyz...La larghezza di una croce dovrebbe essere circa 1/5 dello scudo quando portata da sola, ma se caricata può raggiungerne 1/3. Proprio la croce da sola, naturalmente di diverse tinture, sembra essere stata la pezza più frequentemente usata nei primi stemmi araldici. Una croce di solito ha il centro in corrispondenza del cuore dello scudo, ma in presenza di un capo, viene abbassata, sebbene questo non venga blasonato, essendo necessario (e ovvio) per mantenere la forma della pezza in questione, onde non confonderla con il capo-palo. Tutte le varianti viste nelle altre pezze possono essere utilizzate per la croce, che potrà quindi essere tinta, caricata, il bordo potrà essere modificato dalle linee di contorno, potrà essere vuotata, accantonata, angolata...In Inghilterra una croce rossa su un campo argento è detta croce di S. Giorgio. Anche piccole figure possono essere utilizzate per formare una croce: esistono infatti croci formate da quattro moscature d’armellino oppure da quattro fusi e così via.

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Croce Croce caricata Croce “modificata”

Quando su uno stesso scudo è presente più di una croce, si fa uso della crocetta (crosslet in inglese o petite croix o croisette in francese).

Veniamo ora ad alcune dei più importanti tipi di croce presenti in araldica.

Crocetta. Piccola croce diminuita e scorciata, spesso in numero maggiore di uno.

Crociato. Di figure sormontate o caricate di una croce.

Crociera. Punto centrale dello scudo inquartato.

Cucito. Di pezze che violano la regola delle tinture (v.). Dovrebbero essere delimitate da una sottile linea [nera].

Cuneato. Linea di partizione (e di contorno, v.) a lunghi denti a somiglianza di cunei che si innestano gli uni negli altri di fronte. Erroneamente detto inchiavato.

Cuore. Punto centrale dello scudo, detto anche abisso.