Torna alla pagina precedente
DA NERONE ALLA RIFORMA DI CARACALLA
|
Lamoneta.it (Manuale) |
Nerone, sebbene considerato un pazzoide per secoli, port? con la sua riforma durevoli benefici all'economia romana; ne ? testimonianza il fatto che i suoi immediati successori mantennero quasi immutato il sistema ponderale neroniano per circa un secolo.
Nel periodo successivo alla morte di Nerone, il titolo del denario scese all'85% di fino (contro il 90-95% del periodo sotto Nerone) e cess? la coniazione del semisse; per contro furono coniati nuovamente, come nel sistema augusteo, assi e quadranti di rame, dupondi e sesterzi di oricalco.
Vespasiano riprese la coniazione del quinario d'argento con stessa lega del denario, del peso di 1/192 di libbra, 1.70 g con dimensioni di circa 15-16 mm.
In controtendenza il secondogenito Domiziano che, subito dopo l'ascesa al trono, tent? di ripristinare il titolo del denario riportandolo al 90% di fino, riprendendo inoltre la coniazione del semisse.
Nerva prosegu? l'operato di Domiziano, ma gi? con Traiano si torn? stabilmente al denario contenente l'85% di argento ed il 15% di rame.
Durante il regno di questo imperatore ? particolarmente importante il provvedimento adottato nel 107 d.C. con il quale tutti gli aurei ed i denari antecedenti la riforma neroniana, furono ritirati e destinati alla fusione. Ovviamente il provvedimento colp? soprattutto i vecchi denari repubblicani che fino ad allora avevano circolato alla pari dei denari post-neroniani (gi? sotto Tito, le monete pi? consunte erano state ritirate); ecco che allora Traiano provvide a "restituire" un notevole numero di monete repubblicane e del primo impero, coniando aurei e denari che celebrassero e ricordassero i fasti della storia di Roma.
Queste monete sono riconoscibili perch? riportano sempre la forma verbale "RESTITVT", spesso abbreviata REST. e preceduta dal nome dell'imperatore che le ha fatte coniare.
- sesterzio di restituzione di Tito in nome di Augusto 28mm -
 |
Alla fine del regno di Traiano comparvero altri due nominali in oricalco entrambi con testa radiata, probabilmente coniati in una zecca orientale, metrologicamente simile rispettivamente all'asse ed al semisse. Gli studiosi non ritengono per? che possano essere considerati parte del sistema monetario imperiale.
- asse(?) in oricalco di Traiano 24mm - 7.84 g (zecca orientale) -
 |
- semisse(?) in oricalco di Traiano 199mm - 3.61 g (zecca orientale) -
 |
Negli anni successivi, il titolo del denario scese ulteriormente al 80% di fino sotto Antonino Pio ed al 75% sotto Marco Aurelio, inoltre cess? la coniazione del semisse dopo Adriano e del quadrante dopo Marco Aurelio, indice di una nuova ed inarrestabile inflazione.
Sotto il breve regno di Didio Giuliano venne diminuito il peso dell'aureo a 1/48 di libbra (6,82 g), il peso del sesterzio a 1/14 di libbra (23,28 g), il dupondio a 1/28 di libbra (11,69 g), mentre non venne coniato l'asse.
Gi? Settimio Severo ripristin? il sistema precedente a Didio Giuliano, riprendendo inoltre la coniazione dell'asse.
L'inflazione intanto port? il denario ad avere un contenuto di fino inferiore al 60 %, record negativo assoluto per la celebre moneta romana.
Fu del figlio di Settimio, Antonino Caracalla, il tentativo di risollevare le sorti della monetazione romana con una nuova riforma.
La riforma databile 214 d.C., adegu? il sistema ponderale alle mutate condizioni economiche dell'impero intervenendo direttamente sul peso dell'aureo che venne ridotto a 1/50 di libbra (6,54g), ed introducendo un nuovo nominale di argento chiamato "antoniniano" dal nome del suo ideatore, Antonino Caracalla. Rimase invariato il denario (gi? fortemente svalutato).
Questa nuova moneta si differenzia dal vecchio denario sia per il modulo (l'antoniniano risulta di modulo maggiore) sia per il ritratto al dritto che ora si presenta con la corona radiata, per l'imperatore, ed il crescente lunare per le auguste.
- antoniniano in argento di Caracalla -
 |
- antoniniano in argento di Otacilla (moglie di Filippo I) -
 |
In conseguenza alla riforma di Caracalla, le caratteristiche delle nuove monete in metallo nobile (i nominali enei rimasero invariati) furono le seguenti :
binione | 1/25 di libbra d'oro | g 13,08 | mm 24-25 |
aureo | 1/50 di libbra d'oro | g 6,54 | mm 19-20 |
quinario aureo | 1/100 di libbra d'oro | g 3,27 | mm 15-16 |
antoniniano | 1/64 di libbra d'argento | g 5,11 | mm 22-24 |
denario | 1/96 di libbra d'argento | g 3,41 | mm 18-19 |
quinario d'argento | 1/192 di libbra d'argento | g 1,70 | mm 15-16 |
Analizzandone i pesi possiamo dedurre che il rapporto fra l'antoniniano ed il denario ? di 1:1 1/2 ma molto probabilmente il governo imperiale valut? l'antoniniano come l'esatto doppio di un denario; ad avvalorare l'ipotesi ? la presenza della corona radiata che, va ricordato, da Nerone in poi indica sempre i nominali "doppi". Questo forse per non rendere troppo evidente la svalutazione del denario penalizzando per questo l'antoniniano.
E' verosimile credere che Caracalla vari? anche il rapporto fra aureo e denario che, dalla riforma di Augusto in poi, era sempre stato di 1:25. Il nuovo rapporto di 1:50 ? confermato da diverse fonti storiche ed ? ovvio pensare che non avrebbe potuto fare diversamente visto che la percentuale di fino contenuto nel denario era scesa sotto al 50% (quasi la met? della percentuale al tempo di Augusto) e dunque, con la sua riforma, Caracalla volle certamente modellare il nuovo aureo allo svalutato denario.
Insieme all'antoniniano, venne coniato, sebbene in modestissima quantit?, anche un secondo nominale in oro chiamato "binione" (o binio) del peso di 1/25 di libbra d'oro (13,08 g) e del valore di due aurei. Come sull'antoniniano di argento, anche sul binione il ritratto dell'imperatore si presenta radiato.
- binione in oro di Caracalla -
 |
I successori di Caracalla continuarono ad adottare questo sistema ponderale per circa 50 anni, ma i provvedimenti adottati dall'imperatore non furono sufficienti ad arrestare l'inflazione che travolse ulteriormente il denario, il cui contenuto di fino, continu? inesorabilmente a scendere.
Ecco come si presentava il rapporto fra i vari nominali al tempo di Caracalla:
| binione | aureo | quin. aureo | antoniniano | denario | quinario | sesterzio | dupondio | asse |
binione | 1 | 2 | 4 | 50 | 100 | 200 | 400 | 800 | 1600 |
aureo | . | 1 | 2 | 25 | 50 | 100 | 200 | 400 | 800 |
quin. aureo | . | . | 1 | 12,5 | 25 | 50 | 100 | 200 | 400 |
antoniniano | . | . | . | 1 | 2 | 4 | 8 | 16 | 32 |
denario | . | . | . | . | 1 | 2 | 4 | 8 | 16 |
quinario | . | . | . | . | . | 1 | 2 | 4 | 8 |
sesterzio | . | . | . | . | . | . | 1 | 2 | 4 |
dupondio | . | . | . | . | . | . | . | 1 | 2 |
asse | . | . | . | . | . | . | . | . | 1 |